di Avv. Giuseppe Ciminiello e Carlo Jr Ciminiello

Con la recente e – per certi versi – stupefacente sentenza n. 18532/2023 la Corte di Cassazione hariqualificato, ai fini penalistici, una “dichiarazione incompleta” presentata dal contribuente quale
“dichiarazione infedele” a tenore dell’art. 4 del D.Lgs. n. 74/2000, piuttosto che di omessa dichiarazione ex art. 5. Tuttavia tale saltum, forse troppo audace, rischia di contrastare col principio
di legalità e minare la natura di dichiarazione di scienza della denuncia fiscale

 

 

 

di Avv. Giuseppe Ciminiello e Luca Cellamare

La causa di non punibilità penale per “particolare tenuità del fatto” di cui all’ art. 131-bis c.p. può invocarsi per tutti i reati con pene edittali nel minimo non superiore ai due anni. E secondo la Corte di Cassazione Sezione Penale (si veda la recentissima sentenza 7573/2023) tale disposizione ha natura “sostanziale” e quindi con efficacia “retroattiva”. Pertanto, in ragione del principio del favor rei, si applica ai reati commessi anche prima del 30 dicembre 2022, con decisivi riflessi per i reati tributari in relazione ai quali i procedimenti penali siano già in corso.

 

 

di Luca Cellamare, C. Ciminiello Jr

 

Disattesa la riqualificazione contrattuale effettuata dall’Agenzia delle Entrate in assenza di prove sulla non veridicità della prestazione e/o condotte abusive e simulatorie. I premi di risultato in favore delle concessionarie per le vendite di autoveicoli realizzate mediante finanziamento rientrano nell’alveo dell’attività di “intermediazione finanziaria” in regime di esenzione Iva.

di Luca Cellamare, C. Ciminiello Jr

La società aderisce alla “Voluntary Disclosure” regolarizzando spontaneamente gli importi “sovrafatturati” col “benestare” dell’Agenzia delle Entrate. Ma l’Amministrazione Finanziaria
successivamente cambia idea: per il Fisco si tratta di una sorta di acquiescenza totale del contribuente, “preventiva” rispetto alle successive contestazioni e, snaturando lo scopo della
Voluntary, recupera il costo dell’intera operazione. Il recupero, secondo i giudici tributari, è nullo.

 

 

di Giuseppe Ciminiello e Carlo Junior Ciminiello

In caso di vendita di beni disomogenei e ricarichi tra loro differenti, è ingiustificato l’Avviso di accertamento se l’Agenzia delle Entrate presume un maggiore ricarico applicando una semplice media aritmetica. In presenza di merce non omogena, l’atto impositivo emesso dalle Entrate è da annullare se l’Ufficio, al fine di ricostruire presuntivamente il maggior reddito della società, non adotta la media aritmetica ponderale quale criterio di determinazione induttiva del ricarico.

È quanto, in estrema sintesi – ancora una volta – ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 9720 del 25 marzo 2022.

 

 

Di Giuseppe Ciminiello e Luca Cellamare

L’autofattura omessa o tardiva sconta la sanzione dell’omesso versamento, anche se l’imposta nel reverse charge è soltanto virtuale e di fatto non si verifica alcun danno erariale. Lo ha stabilito la
Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 8283/2022.

 

 

 

Di Giuseppe Ciminiello e Carlo Jr Ciminiello

Assolto dal reato di riciclaggio il contribuente che rimpatria il denaro frutto di evasione se il Fisco non prova che la somma rientrata in Italia si riferisce ad uno specifico anno d’imposta. Affinché si integri il reato presupposto della dichiarazione fiscale infedele, l’Amministrazione finanziaria deve dimostrare che sono stati prodotti nel periodo d’imposta accertato i proventi evasi, ma rimpatriati dal contribuente. È quanto, in estrema sintesi, sancito dalla Suprema Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 19849/2021 .

Di Giuseppe Ciminiello e Luca Cellamare

L’oggettiva incertezza di una disposizione non è sufficiente a salvare il contribuente dalle sanzioni amministrative. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 10440/2021

Di Giuseppe Ciminiello e Luca Cellamare

In caso di fatture soggettivamente inesistenti il contribuente non perde il diritto alla detrazione dell’Iva ed alla deduzione
del costo. Il Fisco deve provare la consapevolezza e volontà della frode da parte del contribuente.  Ricade  sull’amministrazione finanziaria, che intende contestare la detrazione Iva per l’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti, la prova che il cessionario “sapeva” o “poteva sapere”, “secondo la diligenza media”, di partecipare ad una evasione di imposta. 

 

Per un momento il cosiddetto Decreto Crescita ha lasciato sperare contribuenti e addetti ai lavori. Infatti, tra le numerose novità di carattere tributario previste dal D.L. 34/2019 (recante “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”), e introdotte nel corso dell’iter parlamentare di conversione, l’art. 4-octies (che ha introdotto l’art. 5-ter D.Lgs. 218/97) prevede l’obbligo di invito al contraddittorio da parte dell’Amministrazione finanziaria nell’ambito dell’attività di accertamento.